Downward Spiral: Horus Station – First Look – PC Windows VR

Downward Spiral: Horus Station – anteprima di  Leo “VekkioNiubbo”

L’astrazione signori miei, l’astrazione: facciamo finta di parlare di VR anche se abbiamo provato questo titolo soltanto con mouse e tastiera?

Lo so, non si fa. Però la realtà virtuale non ce l’ho e a 45 anni suonati è difficile spiegare a tutto l’entourage familiare che si tratti di una spesa necessaria.

Preferisco armarmi quindi della mia fantasia, ben più dettagliata dei 4K e con potenzialità decisamente più alte degli attuali processori, per giocarmi Downward Spiral: Horus Station con l’amata tastiera WASD. Che poi, intendiamoci, il gioco è stato sviluppato anche per essere giocato su tastiera e gamepad, perooooooò… Si vede che il primo pensiero degli sviluppatori, quel mattino in cui si sono svegliati con l’idea in testa, era di produrre qualcosa che potesse esprimersi al meglio nelle tre dimensioni.

Abbiamo avuto accesso ad una versione che contiene il Prologo. Il gioco, il primo prodotto dai finnici di 3rd Eye Studios, uscirà nel corso di questa primavera e sarà giocabile su parecchie piattaforme oltre che su PC (PS4, PSVR, HTC VIVE, Oculus Rift Touch, Windows Mixed Reality).

copertina del gioco Downward Spiral: Horus Station

Downward Spiral – Mi ricorda qualcosa…

La mia prima esperienza seria con la Realtà Virtuale, lo confesso, è avvenuta soltanto qualche mese fa durante una vacanza statunitense. In quell’occasione, tra i tanti prodotti provati, quella che mi ha colpito di più per impatto e meraviglia è stata la app in VR disegnata per una visita virtuale alla Stazione Spaziale Internazionale.

In Downward Spiral la prima sensazione che ho provato tentando di riprodurre con i tasti i movimenti nello spazio di gioco così come allora invece avevo potuto effettuare invece con casco e mani guantate, è stata quella di rivivere quell’esperienza, ma più arricchita.

Infatti il mio sogno, allora, era di poter aggiungere una maggiore interazione a quanto provato con un prodotto di infotainment, cosa che il comparto di combattimento previsto in Downward Spiral regala a pieno. Ma andiamo per piccoli passi.

Downward Spiral – Scoprire tutto da zero

La tendenza di molti giochi di questi ultimi mesi, soprattutto i cosiddetti survival, è quella di costringere il giocatore ad una totale immersione, togliendogli l’omniscienza che il narratore di gioco, in passato, metteva a disposizione.

In Downward Spiral, infatti, ci si trova catapultati tra le anguste pareti di una stanza di quella che si capisce subito essere una stazione spaziale. Da quel momento in poi, imparati i primi rudimenti sul movimento, sull’interattività con gli oggetti e con le armi, saremo soli con il mistero di un luogo che è chiaramente sotto emergenza e nel quale sembriamo a prima vista l’unico essere ancora vivo.

Malgrado la mancanza di mappe o annunci in game che ti guidino, la scoperta della base non è frustrante e permette di perfezionare le capacità di movimento del personaggio nell’ambiente di gioco, cosa che servirà abbastanza a breve perché dopo pochi minuti ci troveremo di fronte a dei piccoli ma pestiferi droni che, per ragioni a noi ancora sconosciute, cercheranno in tutti i modi di terminare la nostra esperienza terrena (mmm… spaziale?!).

L’impressione ricevuta avendo giocato soltanto una parte meramente introduttiva è che gli enigmi, che rappresentano la parte di avventura che si accompagnerà ai combattimenti puri, siano in questa fase abbastanza semplici ma funzionali ad un proseguo probabilmente ben più tosto.

Downward Spiral – Il comparto tecnico

Lasciando perdere le immagini che vedete sopra, registrate per ragioni tecniche alla risoluzione più bassa, il comparto grafico del titolo non è propriamente esplosivo: colpisce più per le scelte scenografiche (per esempio quando si intravede per la prima volta il pianeta attorno al quale la stazione sta orbitando) che per la grafica tout court.

Alcune animazioni sono molto approssimative, probabilmente ancora in una fase non definitiva prima della release ufficiale, come per esempio la posizione delle mani quando si agganciano ad un elemento dello scenario o le animazioni attraverso le quali oggetti che portiamo interagiscono con l’ambiente.

Decisamente migliore il comparto sonoro, sia per quanto riguarda gli effetti che la colonna sonora, sapientemente costruita in maniera da accentuare i momenti di climax.

Downward Spiral – Giochiamo insieme?

In questa fase pre-release non abbiamo potuto provare un’altra specifica di gioco che potrebbe essere davvero interessante: la versione co-op.

Si potrà infatti affrontare la storia anche con un’altra persona, anche se le notizie su questa parte specifica dell’avventua spaziale non sono state spiegate nel dettaglio. Verrebbe da chiedersi se è in lavorazione, o se è stata almeno immaginata come possibilità futura, che i luoghi dove si ambienta il gioco possano trasformarsi anche in un teatro di combattimenti pvp.

Non sarebbe male, pensateci: un fps a gravità zero, tra persone che giocano in VR.  Gustoso!

 

Articolo a cura di Nerdream.it
Data
Titolo
Downward Spiral: Horus Station
Voto
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Downward Spiral: Horus Station – First Look – PC Windows VR

Downward Spiral: Horus Station – First Look – PC Windows VR
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Editor Rating

 

Downward Spiral: Horus Station

IN SINTESI

Quanto visto in questa release non definitiva appare molto interessante. C'è ampio spazio per una trama accattivante, per una dinamica di gioco arricchita dall'ambientazione a zero gravità e per una discreta giocabilità complessiva.

PRO

  • L'ambientazione a gravità zero è stimolante
  • Musica ed effetti sonori sono coerenti con le sezioni di gioco
  • Possiblità di giocare in coperativa con altre persone

CONTRO

  • Difficoltà nel giocare il titolo con mouse e tastiera o Gamepad (almeno in una fase iniziale che potrebbe essere frustrante)
  • Grafica non proprio eccitante, probabilmente studiata per essere pienamente funzionale sui sistemi VR
  • Apparente mancanza di una versione pvp multiplayer, almeno in questa fase dello sviluppo

Autore dell'articolo: VekkioNiubbo

Leonardo "VekkioNiubbo" Vannucci è stato il primo a cogliere le potenzialità della schizofrenia, sfruttandola per gestire decine di profili Social di brand e attività di cui cura la strategia online. Gioca e si emoziona con tutto ciò che si muove su schermo dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini ma non per questo ha perso la sua incredibile capacità di esserne incapace. Per questo preferisce scrivere di giochi che farsi vedere a giocarli. CANALE YOUTUBE - TWITTER - TWITCH