Inferno – Ron Howard (2016) – Recensione

Inferno – Ron Howard (2016) – Recensione – Cinema di Seconda Mano

Recensione senza SPOILER del film “Inferno” di Ron Howard (2016) per la rubrica Cinema di Seconda Mano, dedicata ai film non più nella sale cinematografiche.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO

Terzo capitolo del sodalizio Ron Howard/Dan Brown, dopo il successo de “Il Codice da Vinci” del 2006 e “Angeli e Demoni” del 2009, si torna in scena con questo Inferno.

Se nei primi due capitoli il passaggio dalla carta stampata alla pellicola era sembrato automatico, questa volta Howard ha dovuto affrontare una sfida molto più ardua.

Riportare in due ore scarse di pellicola un intero libro con continui riferimenti all’Inferno di Dante e alla letteratura è stato sicuramente difficile.

I temi sono cambiati e si è passati dai riferimenti continui a fede e chiesa a quelli per scienza e sociologia, con in primo piano il problema della sovrappopolazione.

TOM LANGDON

Oramai Tom Hanks è ufficialmente il volto del protagonista, Robert Langdon, ma questa volta a cambiare è il nemico. Non più cospirazioni religiose ed enigmi esoterici, ma la diabolica mente di uno scienziato, tale Bertrand Zobrist (bene interpretato da Ben Foster) ,che cercherà a modo suo di risolvere il problema della sovrappopolazione mondiale.

A completare un buon cast troviamo Felicity Jones, Irrfan Khan, Sisde Babett Knudsen e Omar Sy, ma i problemi del film non riguardano affatto i suoi protagonisti.

INIZIO INFERNALE

L’inizio non sarà dei più digeribili, con Langdon misteriosamente sveglio in un letto d’ospedale fiorentino in preda ad allucinazioni continue con riprese mosse, audio dirompente e mal di testa contagioso per lo spettatore, che farà non poca fatica a seguire tutto lo svolgersi delle azioni.

Via via le allucinazioni spariranno e se siete sopravvissuti alla prima fase potrete tranquillamente portare a termine la visione del film.

Tra intrighi e colpi di scena non avremo più il solito schema di Langdon investigatore in stile Signora in Giallo, ma avremo un Langdon fuggitivo molto più simile al Jason Bourne di Matt Damon, che dovrà spostarsi rapidamente senza nemmeno sapere bene il perchè.

LA LACUNA VENETA

Da Firenze ci si sposterà a Venezia e poi in Turchia con qualche preoccupante lacuna narrativa e qualche incongruenza evitabile, alla ricerca di una soluzione al problema principale… L’Inferno appunto, che lo scienziato Zobrist vuole scatenare.

Sarà questa approssimazione a rovinare il film che non avrà assolutamente il potere narrativo del libro di Dan Brown e sarà molto lontano dal rappresentarlo in maniera ottimale.

Ai botteghini italiani il film è stato premiato, incassando oltre 12 milioni di euro, ma per chi si fosse perso la pellicola in sala non ci sentiamo di consigliare la visione, a meno che non siate dei fan di Dan Brown o di Tom Hanks, che con la sua faccia impaurita, dobbiamo dargliene atto, si comporta in maniera egregia nelle vesti del fuggitivo, riuscendo a dare al film quel “quid” che altrimenti sarebbe del tutto mancato.

Articolo a cura di Nerdream.it
Data
Titolo
Inferno
Voto
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Inferno – Ron Howard (2016) – Recensione

Inferno – Ron Howard (2016) – Recensione
67%

Editor Rating

 

INFERNO - RON HOWARD (2016)

IN SINTESI

Terzo capitolo della saga dei film di Ron Howard tratti dai romanzi di Dan Brown, forse la meno riuscita, ma al tempo stesso la più difficile da trasporre dalla carta alla pellicola. Un ottimo cast non basta a riempire tutti i vuoti narrativi rendendo il film abbastanza scontato e non realmente affine al libro dal quale è tratto.

PRO & CONTRO

 PRO

+ Tom Hanks solito fuoriclasse

+ Location bellissime

+ Cast di primo livello

CONTRO

- Lontano parente del libro di Dan Brown da cui è tratto

- Inizio epilettico

- Epilogo scontato

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Autore dell'articolo: Valerio Vega

Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo commodore64”

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