Tom Clancy’s The Division – Recensione – PC PS4 Xbox One

Tom Clancy’s The Division – Recensione – PC PS4 Xbox One – A spasso con Lara

Tom Clancy’s The Division è un videogioco Open World, Action RPG, Sparatutto in terza persona, Multigiocatore Co-Op, Sviluppato dal Team Massive Entertainment, Red Storm, Ubisoft Reflections e Ubisoft Annecy.

Pubblicato da Ubisoft l’8 Marzo 2016, per PlayStation 4 Xbox One e Microsoft Windows.

UNA VETERANA A NEW YORK

Con le mie 82 ore di gioco sul Pad di The Division, vi racconto, tramite la mia esperienza personale, quello che doveva essere, e forse per molti lo è stato, il riscatto di Ubisoft.

LA CREAZIONE DEL NOSTRO AGENTE

Comincio da qui a parlarvi di questo titolo, perché è la prima cosa che ci chiede il gioco, che anticipa un breve tutorial basilare, molto intuitivo e di facile comprensione.

L’editor per la creazione del personaggio ha veramente pochissimi elementi per creare un Agente degno di questo nome, perlomeno per me. Evidentemente la Divisione non meritava molto esteticamente e quindi si è pensato di ideare qualcosa di rapido con scelte pari a zero. Peccato.

“Quando la società crolla, inizia la nostra missione”

Durante il Black Friday americano un gruppo di terroristi mette in circolazione una serie di banconote infettate dal ceppo del vaiolo, virus mortale in grado di mettere in ginocchio l’intera popolazione di New York.

L’acqua, il cibo e tutte le risorse naturali ben presto vengono meno, il caos esplode per le strade, il sistema crolla definitivamente ed è l’anarchia a guidare i pochi sopravvissuti che si trovano a vivere per le strade di una città isolata da tutto il resto del pianeta.

Viene emanata dal Presidente degli Stati Uniti la Direttiva 51, che però fallisce miseramente dopo appena 15 giorni. L’unico modo per contenere il virus è l’intervento della Divisione, anche chiamata SHD (Strategic Homeland Division), un gruppo militare governativo segreto, fondato proprio per prevenire crisi di questo genere e trovare i colpevoli dietro l’attentato.

A controbilanciare la sbiadita progressione narrativa e la prevedibilità della stessa, ci pensa una grande direzione artistica, forse uno dei più grandi punti a favore della produzione firmata Massive.

C’è stata una grande attenzione e una cura per i dettagli nella realizzazione dei singoli quartieri di New York che rasentano quasi il perfezionismo fatto videogioco.

Ritrovarsi da soli ad esplorare strade desolate ricoperte da un fitto manto di neve e illuminate a festa per via del Natale, mi ha fatto sentire parte integrante di un mondo ormai sprofondato nell’oscurità più profonda.

Tutta la speranza e il controllo delle strade è completamente sparito nel nulla, facendo largo all’anarchia messa in moto dai Rikers e i Pulitori, le due principali fazioni nemiche del gioco.

I primi sono dei detenuti fuggiti dalle carceri poco dopo lo spargimento dei virus a New York, mentre gli altri sono un gruppo di psicopatici intenzionati a ripulire tutte le strade, rappresentando una visione contorta dell’operato della Divisione.

Stessi ideali alla base quindi, ma con un modus operandi discutibile.

Questa è in sintesi una trama che durante il gameplay ha poco altro da raccontare, poteva e doveva a mio avviso essere curata molto di piu. Probablimente, come per l’editor del personaggio, la Ubisoft ha voluto curare di più la componente multigiocatore e la modalità cooperativa… Peccato (e sono due).

IL NOSTRO AGENTE

A prescindere da che tipo di Agente si sceglie di portare per le strade di NY (medico, supporto, tank) una parte importante è data dall’equipaggiamento ottenibile completando le missioni e sconfiggendo i vari capo banda, che oltre a un maggior quantitativo di punti esperienza lasceranno a terra nuove parti indossabili.

La componente ruolistica gioca una parte importante, influendo su statistiche che se ben unite fra loro consentono di creare set che innalzano notevolmente le nostre caratteristiche.

Ogni oggetto è diviso in base al colore che ne rappresenta la rarità (grigi/verdi i più comuni, viola/gialli i rari e di alto livello).

Gli equipaggiamenti avranno degli attributi, divisi fra minori e principali, che diversificheranno ulteriormente la resa finale una volta utilizzati, e dei valori divisi fra Corazza (che rappresenta l’assorbimento dei colpi nemici), il DPM (danno per minuto delle armi), la Salute e la Potenza delle Abilità.

Queste statistiche varieranno al modificarsi degli oggetti ottenuti e starà a noi, una volta ottenute nuove parti decidere come e cosa equipaggiare. A seconda poi delle parti della nostra corazza, sarà possibile o meno applicare anche delle mod, per migliorare ulteriormente i valori che ho descritto sopra.

Stesso discorso è applicabile anche alle armi (possiamo portare e utilizzare, un’arma primaria, una secondaria e una da fianco), che a seconda del tipo usato potranno essere anch’esse modificate con nuove parti o talenti sbloccabili con l’utilizzo, che in entrambi i casi ne miglioreranno la resa.

LA ZONA NERA

Nella Zona Nera si trovano oggetti unici e rari, ma non è tanto facile portarseli a casa. Prima dovranno essere inviati ai laboratori della divisione Medica per sterilizzarli ed eliminare ogni traccia della contaminazione.

Detto così sembra molto semplice, ma in realtà nella Zona Nera il bottino potrà essere reclamato da chiunque si trovi nei paraggi, compresi i giocatori incontrati durante l’esplorazione.

Reclamare il sudato loot accumulato da un giocatore è molto “semplice”, basterà sparargli e ucciderlo, (oppure durante l’estrazione impossessarsi di tutti gli oggetti messi sulla corda anche da Agenti che non sono nella nostra squadra) tenendo però presente che sulla vostra testa sarà imposta una taglia e verrete etichettati come dei traditori della Divisione (Rogue).

Inoltre quando verrete uccisi da altri giocatori o dagli NPG, oltre a perdere gli oggetti recuperati fino a quel momento prima dell’estrazione, anche una parte dell’esperienza accumulata andrà persa.

Esiste una vaga possibilità di ritrovare gli oggetti persi ritornando nel punto di morte, ma dovrete davvero correre parecchio per evitare che altri giocatori riescano a prenderselo prima del vostro arrivo.

MODALITA COOPERATIVA

The Division spinge molto sulla cooperazione e sull’esplorazione di NY, è un titolo che punta sulla socializzazione e sul gioco di gruppo e da questo punto di vista il lavoro fatto per agevolare la cooperazione mi sembra più che soddisfacente.

Giocare da soli è divertente ma fino ad un certo punto, in compagnia è tutta un’altra storia!

All’interno dei rifugi (utilizzabili, fra le altre cose, anche per gli spostamenti rapidi) è possibile interagire con altri giocatori e invitarli nel proprio party, magari prima di partire in esplorazione o per completare le missioni della campagna principale.

LA GRANDE MELA SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO

Una New York che sfiora la perfezione, riprodotta in maniera eccellente. Un dettaglio grafico appagante e soddisfacente sotto tutti i punti di vista.

Altro aspetto tecnico che mi ha soddisfatto molto, l’ottimo sistema di illuminazione, che contribuisce a creare la giusta atmosfera in città, con i suoi cicli giorno/notte e tutti gli effetti, dai raggi di sole che filtrano tra i palazzi, ai frequenti banchi di nebbia che, oltre ad avere un’impatto scenico abbassano notevolmente la visibilità, rendendo gli scontri ancora più interessanti.

Unica pecca? La neve! Non si attacca come dovrebbe sui personaggi. Voglio dire, una nevicata abbondante, non può scivolarmi addosso come niente fosse, ma cosi è.

Ho poi notato qualche problema legato a qualche texture tardiva, qualche bug di troppo, ma in generale si tratta di piccole sbavature di poco conto sulle quali mi sento di chiudere un’occhio (forse).

Per concludere, un buon doppiaggio in italiano e un accompagnamento musicale mai troppo invadente, che lascia spazio più al sonoro ambientale, che regala due o tre temi decisamente ispirati e in perfetta linea con le atmosfere di gioco.

Per ora la mia esperienza come Agente della Divisione si conclude qui, ma tornerò sull’argomento non appena avrò giocato il Season Pass e i relativi DLC. Vi consiglio sicuramente di diventare un Agente della Divisione, se ancora non lo avete fatto, vi godrete molte ore di gioco appaganti sotto molti punti di vista, chiaramente non senza difetti, però se vivrete l’esperienza in compagnia di uno o più amici, il divertimento è assicurato!

Ci si vede per le strade di New York!

Requisiti minimi PC:
Sistema Operativo: Windows XP / Vista
CPU: AMD Athlon 64 X2 6000+ / Intel Core 2 Duo E6700 2.66GHz
RAM: 3GB
Spazio su Disco: 20GB
DirectX: DX11
Scheda Grafica: AMD R7 250 / Nvidia Geforce GTS 450

Requisiti raccomandati:
Sistema Operativo: Windows 7
CPU: AMD Phenom II X6 1100T / Intel Core i5-4430 3.0GHz
RAM: 6GB
Spazio su Disco: 20GB
DirectX: DX11
Scheda Grafica: AMD R7 280 / Nvidia Geforce GTX 760

Articolo a cura di Nerdream.it
Data
Titolo
Tom Clancy's The Division
Voto
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Tom Clancy’s The Division – Recensione – PC PS4 Xbox One

Tom Clancy’s The Division – Recensione – PC PS4 Xbox One
88%

Editor Rating

 

Tom Clancy's The Division

IN SINTESI

Questo Tom Clancy's The Division convince per tutto ciò che riguarda il comparto tecnico, davvero di pregevole fattura e per una solida modalità multiplayer davvero divertente ed impegnativa. I bug presenti nel gioco non inficiano un'esperienza di gioco che ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti dei giochi co-op che vogliono unire alla pura azione un pizzico di MMO ed RPG.

PRO & CONTRO

 PRO

+ Comparto tecnico ottimo

+ Divertentissimo in coop

+ Buon mix tra azione e componente ruolistica

CONTRO

- Noioso se giocato in single player

- Scarsa personalizzazione del proprio Agente

- Qualche Bug sparso qua e là

 

Cosa ne pensi?

Autore dell'articolo: LaraPadawan

Lara Padawan – Romana, youtuber, nerd fino al midollo, adora film, serieTV, cartoni animati ed è malata da anni di una grave forma di dipendenza dai videogames. Il suo motto è: “Se credi anche lontanamente che ne valga la pena… allora GIOCALO!” CANALE YOUTUBE CANALE TWITCH PAGINA FACEBOOK PROFILO TWITTER

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