Battle Royale – Recensione – Mangattack

Battle Royale – Recensione – Mangattack

4Battle Royale, pubblicato dal 2000 al 2005 e tratto dall’omonimo romanzo di Koushun Takami da cui ha visto la luce anche un film (sempre in terra nipponica), è il manga capostipite del genere dei “giochi” per la sopravvivenza, infatti decine di manga, anime e addirittura film occidentali si basano sulle stesse meccaniche.

LA STORIA

In questo manga il Giappone viene proposto come uno stato totalitario chiamato La Repubblica della grande Asia, e vige una legge, denominata BR ACT, per la quale ogni anno viene estratta una classe di terza media che dovrà partecipare al “programma”.

Questo “programma” altro non è che un gioco spietato per la sopravvivenza, dove i giovani partecipanti dovranno massacrarsi con armi, molto randomiche, che gli verranno fornite e se cercheranno la fuga o l’ammutinamento verranno uccisi direttamente dall’organizzazione, tramite dei collari che li geolocalizzeranno e terranno sotto controllo.473354d898970a3afa750696e55610851b1064502b536da9d210ded4

Nel corso dei volumi i 42 tra ragazzi e ragazze verranno decimati e i sopravvissuti si divideranno in “due scuole di pensiero”, chi farà di tutto pur di essere l’unico superstite e chi cercherà collaborazione per sovvertire il sistema e fuggire dal Battle Royale.

Shuya e Noriko, i nostri due protagonisti, aiutati da Shogo, lo sfortunatissimo vincitore del BR precedente, che per una fatalità si è trovato di nuovo in questo inferno, cercheranno una via di fuga, ma dovranno fare i conti con chi vuole essere l’unico superstite, pronto quindi ad assassinare chiunque gli si pari davanti.

CONSIDERAZIONI

tumblr_nxy4memevf1slc69to1_1280Il manga, per quanto si concluda in un modo fin troppo banale e slegato dal resto della storia, nel suo corso porta dentro una buona denuncia della società, infatti estremizza il concetto secondo cui ogni essere umano messo alle strette sia in grado di tirar fuori il suo lato peggiore, l’egoismo, la freddezza e la crudeltà; anche al costo di far del male ai propri simili, ai propri compagni nonché ai propri amici.

I disegni li oserei definire un po’ vintage, infatti per quanto l’opera sia targata 2000-2005 i disegni sembrano appartenere più agli anni ’90, i ragazzini sembreranno degli adulti e i fisici saranno leggermente sproporzionati, a tratti deformi e sicuramente non appartenenti ai canoni dello stile di disegno odierno.

Le morti, il sangue e lo splatter non si faranno di certo desiderare in quest’opera, quindi se avete uno stomaco forte e non vi fate angosciare o impressionare facilmente vi consigliamo la lettura a colpo sicuro!

Ed ora beccatevi la videoreview approfondita di quest’opera!

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Autore dell'articolo: Margherita Pirola

Margherita "BigMC" Pirola: Eterna studentessa universitaria, lettrice accanita di fumetti, collezionista maniacale di ogni cosa collezionabile nonché amante dei videogiochi del presente e del passato. CANALE YOUTUBE - PAGINA FACEBOOK - PROFILO INSTAGRAM

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